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Ashtanga Yoga praticato nel suo corretto ordine sequenziale, accompagna il praticante a riscoprire pienamente il proprio potenziale a tutti i livelli di consapevolezza: fisica, psicologica e spirituale. Applicando le caratteristiche uniche di questa disciplina, ovvero corretta respirazione, posture (Asana), chiusure (Bhandas) e sguardo (Drishti), si ottiene un controllo dei sensi e una più profonda consapevolezza di sé stessi. Le basi filosofiche dell’Ashtanga Yoga si ritrovano negli Yoga Sutra, scritti da Patanjali, il testo più importante dello Yoga classico in cui vengono spiegati gli otto livelli che compongono l’Ashtanga Yoga e che vanno acquisiti per raggiungere la quiete della mente (Yogas citta vrtti nirodhah).
Ashtanga yoga significa: Ashta = otto, anga = livelli, yoga = metodo.

YAMA: (Ahimsa, Satya, Asteya, Brahmacharya, Apaigraha): regole etiche e codice morale
NYAMA: (Saucha, Santosha, Tapas, Swadhyaya, Iswarapranidhana): osservanze del praticante
ASANA: posture
PRANAYAMA: estensione e controllo del respiro
PRATYAHARA: controllo (ritiro) dei sensi
DHARANA: concentrazione
DHYANA: meditazione
SAMADHI: assorbimento, realizzazione, contemplazione

La caratteristica principale dell’Ashtanga Yoga è data dal Vinyasa, che significa movimento sincronizzato con il respiro. Il respiro è il cardine della pratica: unisce le asana tra di loro in sequenze precise che devono essere memorizzate e praticate gradualmente e correttamente. E’ importante sviluppare la capacità di concentrazione sul respiro, poiché questa permette di svolgere una pratica non puramente fisica ma anche mentale. Ashtanga Yoga è una meditazione in movimento; il praticante impara a osservare l’impermanenza delle sensazioni fisiche e il flusso del respiro stesso. Il risultato che si raggiungerà con una pratica costante sarà quello di un corpo forte e leggero e di una mente vigile e concentrata.

Ci sono tre gruppi di sequenze nell’Ashtanga Yoga. La Prima Serie (Yoga Chikitsa) disintossica e allinea il corpo. La Serie Intermedia (Nadi Sodhana) purifica il sistema nervoso aprendo i canali di energia. Le Serie Avanzate A, B, C, D (Sthira Bhaga) integrano la forza e la grazia della pratica portando livelli più elevati di flessibilità. Ogni livello deve essere pienamente sviluppato prima di passare al successivo e l’ordine sequenziale delle asana deve essere meticolosamente rispettato. Ogni postura è una preparazione per la successiva e sviluppa la forza e l’equilibrio necessari per andare avanti. E’ importante sottolineare che l’Ashtanga Yoga deve essere praticato solo grazie al sostegno di un insegnante adeguatamente preparato secondo la tradizione. Solo un insegnante qualificato può fornire la guida necessaria per garantire dei progressi sicuri e concreti senza arrecare danni al corpo e alla mente.

 

CENNI STORICI SULL’ASHTANGA YOGA:

Sri Tirumalai Krishnamacharya: Nel 1916 Sri Tirumalai Krishnamacharya si reca sull’Himalaya, dove per sette lunghi anni studia con il suo maestro Sri Ramamohan Brahmacari sperimentando il sistema dell’Ashtanga Yoga. Durante questo periodo apprende lo Yoga Kurunta, un antico testo filosofico di Vamana Rishi in cui viene spiegato il sistema dell’Ashtanga Yoga: asanas, vinyasa, bhandas e drishti, e le sei serie che compongono questa disciplina. Nel 1933 Krishnamacharya inizia a trasmettere il metodo dell’Ashtanga yoga insegnando tra Mysore e Madras.

Sri Pattabhi Jois: Tra i primi allievi di Krishnamacarya c’è Pattabhi Jois, che più di altri si impegna a mantenere intatto il metodo dell’Ashtanga Yoga così come trasmessogli dal maestro. Nel 1946 Pattabhi Jois fonda l’Ashtanga Yoga Research Institute a Mysore, India e nel 1962 comincia a insegnare ai primi allievi occidentali. Tra il 1958 e il 1960 inoltre Pattabhi Jois inizia a scrivere Yoga Mala, che ancora oggi costituisce un testo di riferimento fondamentale per migliaia di praticanti di Ashtanga yoga. Pattabhi Jois ha lasciato il proprio corpo il 18 Maggio del 2009 all’età di 93 anni.

R.Sharat Jois: Nipote di Pattabhi Jois, fin da giovanissimo studia con il nonno e impara il metodo dell’Ashtanga Yoga affiancandolo nell’insegnamento. Dopo la morte di Pattabhi Jois, ne prende l’eredità continuando a trasmettere il metodo della pratica presso il “K.Pattabhi Jois Ashtanga Yoga Institute”, dove centinaia di studenti continuano ancora oggi ad arrivare da tutto il mondo per apprendere e praticare Ashtanga yoga.

 

MANTRA INIZIALE ASHTANGA YOGA:

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OM

Prego, prostrato ai piedi del Maestro Supremo che insegna

la via per conoscere la grande gioia del risveglio;

lui è il guaritore della giungla,

che sa pacificare le illusioni ed

eliminare il veleno dell’ignoranza dell’esistenza condizionata.

Mi inchino a Patanjali la cui parte superiore ha forma umana,

incoronato da un cobra a mille teste bianche

le braccia che reggono una conchiglia (il suono Divino),

un disco di luce (il tempo infinito)

e una spada (la discriminazione),

oh incarnazione di Adisesa

il mio umile saluto è rivolto a te.

OM

MANTRA FINALE ASHTANGA YOGA:

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OM

Possa l’umanità prosperare

e i potenti della terra governarla

camminando sul sentiero della giustizia,

possa l’universo essere buono con tutti coloro

che riconoscono la sacralità della terra,

e tutti i popoli della terra

vivere nella gioia.

OM pace pace pace,

OM

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